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La figlia delle fate - Merilù Lanziani

La figlia delle fate

  • Voto:
  • (5/5)
  • Età consigliata: da 11 a 30 anni
  • Editore: Autopubblicato
  • Genere: Avventura | Fantasy | Umoristico

Premessa

Questa recensione sarà molto particolare perché si occuperà di un libro diverso da tutti gli altri: un libro che ho scritto io e che s’intitola La figlia delle fate. Non la considero, quindi, una vera e propria recensione, anche perché non potrò esprimere un giudizio imparziale. Si tratterà invece di una segnalazione, al cui interno troverete curiosità e informazioni inedite.

Trama

Margot Lusmore è solo una bambina quando sparisce nelle foreste di Farfadet. Il suo rimane un mistero irrisolto per anni, fino al giorno in cui Étienne, in piena adolescenza e con una lunga lista di note disciplinari alle spalle, si imbatte in una ragazzina stravagante che girovaga per i boschi insieme a un folletto. Sì, avete capito bene: ho proprio scritto folletto. Ma questo non è niente, credetemi: i veri guai iniziano quando Margot, per sbaglio, apre il passaggio che collega il nostro mondo a quello dei fatati, sguinzagliando un’orda di creature malevole in città. Mentre Étienne cerca di sventare furti e omicidi, però, il mistero s’infittisce: perché Margot è stata rapita dal Piccolo Popolo? Cosa vuole il principe delle fate, da lei? E cosa succederà se, allo scoccare della mezzanotte di Halloween, i fatati non avranno compiuto il sacrificio che permette loro di esistere?

Autrice

Mi chiamo Merilù Lanziani e di professione sono un ornitorinco.
Non è cosa da tutti, lo so, ma non dovete preoccuparvi: l’ornitorinco lo faccio solo il venerdì, il resto della settimana sono un editor. Se non sapete cosa sia un editor non abbiate timore: è un lavoro tanto sconosciuto quanto poco pagato.  

Occasionalmente sono anche giocatrice di Quidditch e assaggiatrice di biscotti, e di tanto in tanto scrittrice (dipende da quali e quanti biscotti ho mangiato: alcuni mi danno alla testa, così comincio a vomitare parole sulle pagine. A volte le parole mi escono anche sotto forma di caccole. Raccapricciante, non è vero?).  Ho fatto tantissimi altri lavori, comunque, come per esempio la guida turistica sotto le colline fatate, l'assaggiatrice di merende della Regina Elisabetta e (mi vergogno un po' ad ammetterlo) la ladra di cioccolato nei migliori negozi di pantofole della mia città. Al momento sono impiegata come annaffiatoio in uno splendido giardino e le attività cui mi dedico con maggior impegno sono scrivere, spulciare pagine e mangiare dolci.
Temo inoltre di aver contratto la sindrome di Peter Pan mentre mi trovavo sull'isola Cip-Cip con Pippi Calzelunghe, quindi state attenti a non avvicinarvi troppo...

Illustratrice

Ilaria Ticino, imperiese, ha frequentato la Scuola Internazionale Comics di Torino, città in cui attualmente vive e lavora. È una comic artist e un'illustratrice freelance. Collabora con diverse realtà, tra cui Level Up Project e Anonima Fumetti. Attualmente pubblica tutte le settimane un episodio del webcomic gratuito Kiss it Goodbye su Tapas. Per sostenerla, potete visitare la sua pagina Patreon

Conosco Ticcy da tanti anni: oltre a essere una persona estremamente professionale e talentuosa, è sempre gentile, generosa e disponibile con tutti. È lei l'autrice del logo di Spulcialibri e delle splendide illustrazioni che trovate su questo sito! Per ulteriori informazioni su Ilaria, e per vedere i meravigliosi disegni che realizza, date un'occhiata al suo blog su Tumblr!

Giudizio

Tengo particolarmente a questo libro perché è stato il primo che ho scritto, ormai una decina di anni fa, ed è pregno della spensieratezza, della gioia di vivere e della meraviglia che mi caratterizzavano all'epoca. È la lettura ideale per l'autunno, in occasione dell'avvento di Halloween, un romanzo d'evasione da sfogliare accoccolati sulla poltrona o nascosti sotto alle coperte, mentre fuori infuria il temporale. ll regalo perfetto per chi ama il fantasy, e in particolare l'urban fantasy, le creature delle leggende, il Piccolo Popolo celtico-irlandese: un tributo all'Irlanda, al gaelico, alle colline delle fate e a tutte quelle storie tanto inquietanti quanto ricche di fascino che un tempo ci si raccontava seduti intorno al fuoco, lanciando occhiate preoccupate alla finestra nel timore di intravedere il profilo ingobbito di un Berretto Rosso o il baluginio lontano di un Fuoco Fatuo...

Per quale ragione scegliere La figlia delle fate, tra i tanti titoli che affollano gli scaffali delle librerie, virtuali e non? Perché leggendolo vi divertirete un mondo; scoppierete a ridere più e più volte, scuotendo la testa e sollevando gli occhi al cielo. Perché vi innamorerete dei personaggi e delle loro vicende, apprezzerete il profumo di crostata che si respira tra una riga e l'altra, il tepore e l'intimità che scaldano ogni lettera e lo scricchiolio delle foglie che risuona tra le pagine; perché adorerete i brividi di suspense e di paura alla scoperta delle creature che abitano il mondo delle fate, e proverete quella vaga inquietudine che solo le leggende del Piccolo Popolo sono in grado di trasmettere. Vi piacerà tutto di questo libro, e vi affezionerete a ogni scena, a ogni capitolo, ve lo assicuro. Anche se alla fine avrete una coda d'asino che vi spunta dai pantaloni o un paio di narici in più. E se così non fosse? Be', allora, in tal caso, possa un gatto mangiarvi e il diavolo mangiarsi il gatto, come direbbe Margot Lusmore.

Consigliatissimo!

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