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101 cose da fare per andare alle medie e uscirne vivi

  • Voto:
  • (4/5)
  • Età consigliata: da 10 a 14 anni
  • Editore: DeA Planeta
  • Genere: Educativo | Interattivo | Umoristico

Trama

101 cose da fare per andare alle medie e uscirne vivi non ha una trama. Si tratta, infatti, di un libro contenente una serie di sfide da affrontare per diventare grandi, da svolgere un po’ ovunque, da soli e in compagnia, al fine di giungere ad alcune importanti conquiste pratiche e psicologiche (imparare a cucinarsi un piatto di pasta, prendere un autobus in totale autonomia, ma anche accettare il proprio fisico o districarsi tra i delicati equilibri delle convenzioni sociali). Se deciderete di leggerlo non dimenticate di indossare un paio di mutande pulite (perché sì, serviranno pure quelle!)

Alcuni avvertimenti: 

1) Questo libro è adatto a tutti, ma è particolarmente indicato per le ragazze (eh già, vi sarà chiesto di mettervi lo smalto e di acconciarvi i capelli). Le illustrazioni raffigurano prevalentemente figure femminili e l’autrice in più di un’occasione parla di condividere le varie esperienze suggerite con un’amica. Perciò, meglio che lo sappiate per tempo: è un volume che strizza l’occhio alle signorine, ecco. 

2) A discapito del titolo, non aspettatevi di trovare soluzioni anti-bullo, stratagemmi per scampare alle prese in giro o per impedire a quelli di terza media di infilarvi la testa nel WC. Niente da fare, non è quel tipo di libro. Troverete, invece, tante piccole prove da affrontare ogni giorno per prepararvi a diventare grandi e per acquisire sempre più autonomia e consapevolezza. 

3) Sì, va bene anche per gli adulti, ma non diciamolo a nessuno. In fondo, ripassare le lezioni esistenziali che insegna è utile persino per i più grandicelli (o per chi ancora non le avesse imparate).

Autrice

Annalisa Strada è una simpatica scrittrice, nonché professoressa delle medie. Bresciana, classe 1969, inizia la sua carriera nel mondo della scrittura nel 2002. Oggi ha all’attivo più di ottanta pubblicazioni con le principali case editrici del settore ragazzi e infanzia. Molte delle sue opere sono state insignite di prestigiosi riconoscimenti (tra cui il Premio Andersen, nel 2014).

Illustratrice

Mirella Mariani è mamma di due figli, illustratrice e praticante di pole dance (così si evince dal suo profilo Instagram). Diplomatasi in illustrazione a Milano, collabora da sempre con i maggiori editori italiani di libri per bambini e ragazzi.
Qui trovate il suo blog.

Giudizio

Cosa succede quando si inizia a frequentare le scuole medie? Be’, se si è fortunati probabilmente nulla di che: nuovi compagni, nuovi professori, nuove responsabilità e tante sfide – scolastiche e non – da affrontare. Ma, diciamocela tutta, nessuno di voi sarà mai così fortunato da non ricordare la prima media come un vero e proprio trauma: io non dimenticherò mai le cicche nei capelli, per esempio. O i bulletti di terza che mi prendevano in giro in modo spietato, a mensa. Ogni giorno non vedevo l’ora di tornare a casa e imploravo i miei genitori, in lacrime, di farmi cambiare scuola. Poi, quando i compagni più vecchi e crudeli se ne sono andati alle superiori, è stata festa grande e la seconda e terza media si sono rivelati due degli anni più belli e impagabili della mia vita. Però sì, all’inizio è stato difficile, ecco.

Cosa c’entra il libro in questione con le medie? In realtà, poco. Questa è forse la sua unica pecca: il titolo è un po’ fuorviante. Sia perché le prove proposte nel testo sono piccoli esercizi per allenarsi a crescere in generale, quindi non specificatamente pensati per le medie, sia perché sarebbe stato meglio scrivere “101 cose da fare per andare alle medie e uscirne vivE”, visto che il principale interlocutore dell’autrice sono ragazze. In ogni caso, superato lo smarrimento iniziale, ci ritroviamo davanti a un ottimo prodotto. Permettetemi quindi di illustrarvi tutte le sue valide caratteristiche.

La prima è la confezione: come sempre, la DeAgostini/DeA Planeta non si smentisce e propone un volume di qualità. La copertina è dotata di graziosi inserti lucidi; l’elastico di un bel giallo fosforescente e le pagine per gli appunti contribuiscono a dare l’idea di un quaderno o di un diario; la rilegatura sembra resistente. Piccola chicca: il libro è provvisto di una splendida tasca, la “busta dei ricordi dal futuro”, in cui si possono infilare fogli, disegni, biglietti del tram, fotografie e tutto ciò che viene indicato durante la lettura. Cosa si può desiderare di più a undici anni? Ditemelo voi.

La seconda caratteristica degna di nota è certamente lo stile di Annalisa Strada. La sua scrittura è semplice, divertente e diretta, mai didascalica o pedante; riesce a parlare con efficacia e simpatia alle proprie giovani interlocutrici, adattando il registro, coinvolgendole con battute ed esortazioni tipiche di una zia complice o di una sorella maggiore super comprensiva. In più di un’occasione ci si ritrova a sorridere, e se anche talvolta si riceve una bonaria tirata d’orecchi non si è mai presi in giro o sottovalutati. La Strada si rivela una scrittrice capace e coinvolgente, fresca e piacevole da leggere.

Questo libro non sarebbe lo stesso senza le illustrazioni di Mirella Mariani. Sono rimasta particolarmente colpita dal suo modo di disegnare, così semplice e pulito e – allo stesso tempo – così efficace. Le tavole sono fumettose, dettagliate e incredibilmente espressive, e traducono alla perfezione lo stile di Annalisa Strada. L’intera opera vede alternare l’uso di soltanto due colori – il verde acqua e il rosa – riproposti in varie sfumature e intensità. Il prevalere di queste tinte pastello e l’utilizzo che ne viene fatto (per dare rilievo a uno o più particolari di ogni illustrazione) rende il risultato finale gradevole alla vista e riposante per l’occhio, accentuando quella sensazione di intimità e di confidenza che traspare dal testo.

L’aspetto che ho apprezzato maggiormente di 101 cose da fare per andare alle medie e uscirne vivi, però, sono alcune delle prove proposte dall’autrice alle sue lettrici (talune più riuscite di altre, c'è da ammetterlo). Per esempio, quella di presentarsi a tavola, in famiglia, con un paio di mutande in testa, per abituarsi alle occhiate stranite dei propri genitori se si decide di cambiare improvvisamente look (ma anche, a mio avviso, per allenarsi a essere guardati male dai compagni più malevoli, a scuola). Meravigliosa anche la sfida di riempire e svuotare lo zaino in dieci minuti: oltre a essere un esercizio d’indubbia utilità pratica, è fantastico per introdurre i ragazzi al minimalismo e indurli a riflettere su ciò che davvero è indispensabile. Ottima pure l’idea di proporre una “gita” in solitaria sui mezzi pubblici per imparare a prenderli in autonomia (ricordo che le prime volte in cui ho viaggiato da sola su un treno o un autobus ho davvero fatto un passo importante verso l’indipendenza, ho “sbloccato” un tassello che mi ha permesso di avere più fiducia in me), oppure quella di fare la spesa da soli, di cucinare un pasto, di rammendare un vestito che ha perso un bottone e così via. Alcune sfide sono più filosofiche, e credo che le lettrici saranno in grado di apprezzare appieno gli insegnamenti che veicolano solo più avanti, se rileggeranno il libro da adulte.

Infine, è d’obbligo segnalare la “busta dei ricordi dal futuro”, una trovata curiosa e interessante che merita un plauso. Io stessa, quand’ero più giovane, spesso lasciavo dei messaggi scritti per la me del futuro, quindi trovo splendido che sia stato ideato uno spazio apposito dove nascondere tutte quelle cose che un giorno, con nostalgia, avremo il piacere di ritrovare.

Per concludere, 101 cose da fare per andare alle medie e uscirne vivi si rivela un utile supporto per accompagnare le ragazze nel delicato passaggio tra i dieci e i tredici anni e per insegnare loro a raggiungere tutte quelle piccole conquiste che le renderanno più autonome e indipendenti sotto tanti punti di vista.

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