Il Cavallino Ammaestrato

  • Voto:
  • (3/5)
  • Età consigliata: da 3 a 6 anni
  • Editore: Interlinea
  • Genere: Classici | Favola | Umoristico

Premessa

È risaputo, nelle fredde sere d'inverno non c'è niente di meglio che leggere un bel libro mentre si è accoccolati al calduccio sotto alle coperte. Ancor meglio se il libro in questione viene sfogliato in compagnia di mamma e papà, che raccontano la storia modulando la voce, esibendosi in una lunga serie di smorfie decisamente buffe e imitando in modo spassoso questo o quell'altro personaggio. Chi se li vorrebbe perdere, quei due, quando arricciano il naso come uno scoiattolo rissoso o inarcano la fronte a tal punto da sfiorare la luna con le sopracciglia?

In effetti, non c'è proprio nulla di altrettanto confortante e sorprendente quanto una storia della buona notte. Se la neve cade fuori dalla finestra, poi, e sul vetro – oltre ai fiocchi – s'intravedono il riverbero del fuoco e il bagliore intermittente delle lucine dell'albero di Natale, be', si può affermare che l'incantesimo è compiuto.

Sdraiatevi, allora, cari bambini; rintanatevi sotto la vostra trapunta preferita, fatevi avvolgere dal piumone, appoggiate le testoline contro il cuscino (mi raccomando, che siano lavati i capelli o a intrattenervi ci sarà anche un folto gruppetto di pidocchi, e si sa che i pidocchi sono fin troppo emotivi e piagnucoloni e chiassosi quando ascoltano un racconto come si deve!) La nostra storia natalizia della buona notte sta per cominciare; stringete forte il bordo del lenzuolo e aprite per bene le orecchie (non prima di averle sturate a dovere, naturalmente): lo sentite anche voi questo scalpiccio risuonare sempre più forte, in lontananza? Sì, non vi siete sbagliati, si tratta proprio di zoccoli... ehi, non sarà mica un cavallo, quello laggiù?

Trama

È ormai tempo che Vicky e Bertie si procurino un mezzo di trasporto adatto per andare a scuola: l'edificio è lontano e, poiché i due gemelli passano gran parte del tempo libero ad aiutare i genitori a svolgere i lavori della fattoria, i signori Priddy decidono che sì, i figlioli meritano proprio un cavallo robusto con cui spostarsi.

Giunti al mercato con una piccola somma, sorella e fratello rimangono letteralmente folgorati: eccoti lì uno splendido esemplare, un quadrupede perfetto, un animale davvero notevole, davvero incredibile, una "vera rarità", come lo definisce il venditore. E costa solo due ghinee! Come farsi scappare una simile occasione?

I nostri due eroi non ci pensano proprio a perdere quel terno al lotto e così rincasano portando con loro niente di meno che un cavallino ammaestrato. Uno di quelli piccoli piccoli, con gli occhi enormi e le ciglia folte, un manto a pois e zoccoli grandi, di un nero lucente... insomma, sapete bene di costa sto parlando, no? Tutti conoscono i cavallini ammaestrati, dopotutto!

Immaginate poi che questo particolare esemplare si riveli anche, tra gli altri, dotato di qualità più che straordinarie: segue le lezioni a scuola, conosce la geografia e la lingua italiana, è un abile ballerino e – udite, udite! – preferisce i panini imbottiti al fieno (come dargli torto, del resto?)

Scommetto almeno cinque ghinee che quel cavallino porterà una gran felicità ai nostri ragazzi. Non solo: sono più che convinta che riuscirà a risolvere anche i problemi economici in cui versa la fattoria e, con un po' di fortuna, persino a incontrare la Regina d'Inghilterra e a diventare il destriero più famoso di tutto il Regno Unito.

Non mi credete? Per tutti gli asini e le giumente... galoppate correte a leggere il libro, allora, malfidenti!

Autore

John Yeoman, ex professore universitario, è un affermato autore di libri per ragazzi, celebre soprattutto in Gran Bretagna.
La sua prima opera per bambini, risalente al 1960, è stata illustrata da Quentin Blake; da allora, i due hanno collaborato a più riprese, dando alla luce numerose pubblicazioni per l'infanzia. Oggi in pensione, il buon John Yeoman si dedica alla cura del giardino, alla lettura e, tra l'ascolto di un'opera lirica e l'altra, non disdegna scrivere qualche bella storia.

Illustratore

Quentin Blake è un famoso illustratore e scrittore inglese, celebre per aver illustrato i libri di Roald Dahl. È stato insegnante al Royal College of Art nonché primo Children's Laureate, e ha vinto il premio Hans Christian Andersen come miglior illustratore, il riconoscimento più importante del settore a livello internazionale.

Giudizio

La qualità dei libri di Interlinea non delude mai: anche in questo caso, com'è stato per Storia di uno Schiaccianoci di Alexandre Dumas, la casa editrice propone un volume di ottima fattura, con carta ecologica certificata, resistente agli strappi e ai morsi dei bimbi più voraci; il volume è redatto con cura e senza refusi e le illustrazioni di Blake sono impaginate a regola d'arte. Da notare anche la copertina, solida e tenace, nonché la rilegatura cucita e durevole, che difficilmente potrà rompersi nonostante l'usura. Insomma, un albo illustrato ideale, sia per la confezione sia per il formato: vale la pena di spendere qualche soldo in più e comprare un'edizione di qualità come questa piuttosto che affidarsi a tirature super economiche che si sfasciano alla prima pressione, con rilegature pronte a scollarsi e copertine che si sfaldano con fin troppa facilità.

Il pregio de Il Cavallino Ammaestrato, però, non è soltanto tipografico: il cuore pulsante dell'intera opera risiede senza dubbio nell'apparato illustrativo, che porta la firma di Quentin Blake, un'autorità indiscussa nel settore dell'illustrazione dei libri per l'infanzia. Lo stile di Blake è unico, impossibile da confondere con quello di altri; la sua matita vissuta ha un'impronta infantile, volutamente approssimativa, che si caratterizza per un tratto incerto, spesso a "scarabocchio". Le linee sono tutt'altro che precise, la colorazione non pecca certo di minuzia, eppure sono proprio questi elementi a rendere la mano del disegnatore tanto affascinante, magnetica, familiare. Blake parla ai lettori con il puro linguaggio dei bambini, fatto di simboli immediati, di concetti semplici e d'impatto, senza attardarsi in virtuosismi o particolari che appesantiscano e complichino il messaggio che vuole trasmettere. Un'illustrazione pulita e, allo stesso tempo, un vortice disordinato di colori, che ricorda in tutto e per tutto il disegno di un bambino ma è molto più sofisticato, seducente, irresistibile, divertente. Le opere di Blake sono lo spirito dell'infanzia che prende forma tangibile e si concretizza in un ventaglio spassoso di tinte accese, tratti marcati, dinamismo costante ed eccessi stringati. Ecco perché ne Il Cavallino Ammaestrato sono le stesse illustrazioni a farla da padrona. 

Provate a fare questo esperimento: sfogliate il volume osservando soltanto le tavole disegnate, senza leggere una sola parola della storia. Incredibile ma vero, le illustrazioni parlano da sole. Raccontano esse stesse l'intera trama, senza bisogno che ci sia una qualsivoglia spiegazione. Vi dirò di più: Blake non solo narra la vicenda attraverso la sua matita, ma addirittura le conferisce significati che forse lo stesso Yeoman non aveva immaginato. Quando si parla dei due gemelli, per esempio, l'autore non specifica il loro sesso e dai diminutivi (Vicky e Bertie) non è possibile intuirlo (si riferiranno a Victoria o a Victor, a Bertold o ad Alberta o Bertina?), eppure Blake disegna un maschio e una femmina (certamente in accordo con Yeoman, è chiaro, ma il fatto che dal semplice testo [mi riferisco alla traduzione italiana] tale differenza non sia evidente merita comunque una riflessione).

A conti fatti, la trama de Il Cavallino Ammaestrato è decisamente lineare, per non dire banale, ma bisogna tenere presente che si tratta di un albo illustrato che si rivolge a un pubblico in età tenerissima, creato apposta per essere letto ad alta voce da un genitore e sfogliato da un bimbo che si possa immergere totalmente nei disegni. Disegni d'impatto, che lasciano un segno tangibile e che, è lecito supporre, colpiranno irrimediabilmente l'immaginario dei giovani lettori. Io stessa ho stampate a fuoco, nella mente, diverse illustrazioni che da bambina mi hanno folgorato: non perché fossero particolarmente belle e apprezzabili esteticamente, ma perché avevano un loro carattere marcato, un tocco magico che oserei definire imperfetto e per questo memorabile. Un brutto che piace, uno spiacevole che ammalia più di qualsiasi canone classico, e che rimane impresso per sempre nel bagaglio emotivo dell'infanzia.

Il racconto di Yeoman in sé è comunque apprezzabile, soprattutto per il personaggio del cavallino che, oltre a essere dolce, adorabile, spensierato e fantasioso come la candida indole propria dei bimbi, è anche il simbolo del coraggio, del mettersi in gioco, dell'osare di fronte alle difficoltà e del ricorrere a tutti gli strumenti che si hanno a disposizione pur di risolvere un problema. Gli stessi Vicky e Bertie – gemelli ed entrambi protagonisti nella stessa misura, quindi l'immagine concreta della parità tra sessi – nonostante la lontananza da casa, il nuovo lavoro, le avversità del viaggio e la paura di doversela cavare da soli in una grande città sconosciuta, s'impegnano e ce la mettono tutta per sconfiggere la grave crisi economica che affligge la famiglia da cui provengono. La loro dedizione li porterà fino al cospetto della Regina d'Inghilterra, così come il Cavallino Ammaestrato terminerà la sua avventura "in grande", venendo assunto come modello da replicare in centinaia di altri spettacoli, in migliaia di altri teatri. Yeoman vuole dirci che la costanza e l'umiltà saranno premiate, che chi è altruista, gentile e di buon cuore (e sa osare) al momento giusto vedrà i suoi sforzi concretizzarsi in un avvenire luminoso. 

In un'atmosfera modesta, calda e familiare – propria della vita in campagna, la stessa che caratterizza la fattoria dei Priddy – quello che viene definito "ammaestrato" paradossalmente è l'unico cavallo davvero libero, a dispetto dei prestanti stalloni contesi dai ricchi allevatori al mercato, pronti per essere aggiogati. Non solo, il cavallino è anche il simbolo dell'anticonformismo, sia per l'aspetto (è piccolo e a pois, quando i "veri" destrieri vengono apprezzati per la taglia abbondante e la purezza del manto), sia per le abitudini alimentari (non mangia fieno ma panini!), sia per quelle di comportamento (invece di subire passivamente ciò che gli capita e obbedire ciecamente, il cavallino studia, legge, va a scuola, recita e cambia giorno per giorno la sua vita, prendendola in mano e facendola sua).

Un pois per il coraggio, un pois per la libertà, un pois per l'anticonformismo: questo è il cavallino libero di John Yeoman e Quentin Blake. Non sottovalutatelo!

Consigliato!

Particolarità e consigli d'uso

  • Ideale come regalo di Natale per i vostri bambini o nipoti.
  • Indicata come storia da leggere ai più piccoli prima di andare a dormire o durante un pomeriggio d'inverno trascorso in casa.
  • A scuola, ottimo spunto da cui partire per parlare degli animali e delle creature fantastiche con caratteristiche inaspettate e spaesanti (chi ha mai visto un cavallo a pois?), come pure dei giocattoli (il cavallino ricorda i pupazzi e i cavalli a dondolo propri dell'infanzia).
  • Si presta in modo particolare per rappresentazioni teatrali, sia per la semplicità della storia – facilmente trasponibile in copione – sia per i riferimenti al teatro presenti all'interno del volume.

Per approfondimenti cliccate qui

Altri libri su...

Torna indietro